Temi e progetti svolti

Molti sono i progetti sviluppati dai Consigli dall’Ordine negli ultimi anni e proseguiti nel 2018 e 2019, progetti che hanno riavvicinato l’Ordine agli iscritti e che hanno rafforzato la sua autorevolezza attraverso un percorso di inclusione e trasparenza. La formazione, diversificata e di qualità, unita a un attento controllo sulla qualità dell’offerta proposta da altri enti. I concorsi di progettazione, sostenuti attraverso Concorrimi: un bando tipo con una piattaforma web per concorsi di progettazione in due gradi a partecipazione aperta, anonima e paperless messo a disposizione di amministrazioni pubbliche e committenti privati. Il tuo architetto, una guida che condensa gli strumenti essenziali per aiutare il committente nella scelta del proprio architetto con un linguaggio immediato. Il PGT On-line, piattaforma che permette la consultazione online degli elaborati cartografici dei PGT della Città Metropolitana milanese (realizzato in collaborazione con PIM, ANCE e Ordine di Monza) che si va ad affiancare al già utilizzatissimo PGT Milano. Gli Stati generali dell’Ordine, di cui nel 2016 si è svolta la prima edizione: un incontro partecipato tra tutti gli iscritti e le persone con differenti e alti punti di vista, per dibattere i temi relativi allo stato e all’evoluzione della nostra professione. Le Call for ideas trasparenti e pubbliche, per accogliere le idee degli iscritti su iniziative culturali, mettendo a disposizione dei colleghi interessati a condividere le proprie competenze e i propri contatti le risorse economiche e organizzative di Ordine e Fondazione per organizzare serate culturali tematiche. Rafforzamento dell’attività degli sportelli gratuiti che costituiscono un servizio fondamentale (legale, assicurativo, fiscale, per parcelle, di management) per gli iscritti. Questo oltre alle molte attività ormai avviate da tempo, di cui si è avuto cura e che sono state proseguite e promosse: gli Itinerari di architettura (diventati ormai un brand vero e proprio e un riferimento culturale sia nella comunità degli architetti sia nella città e a livello internazionale), i premi (il Premio Gabriele Basilico, il Premio Europeo di Architettura Matilde Baffa Ugo Rivolta, il Premio AFA Architecture film award e il Premio per Neolaureati), il progetto editoriale Fondazione OAMi, la Biblioteca dell’Ordine, tra le altre.

Lavori in corso

A questo ricco patrimonio, nell’ultimo biennio – grazie anche alla profonda riorganizzazione di governance e di struttura operativa della Fondazione  – si sono aggiunti molti nuovi progetti: nella relazione tra i nuovi Comitati Tecnico-Scientifici di Fondazione (Professione, Formazione e Cultura), il Consiglio e gli altri organi dell’Ordine sono nate infatti molte iniziative su differenti fronti. Tra le novità più importanti, la piattaforma di domande e risposte DIMMI, luogo di condivisione delle competenze e di supporto alla professione, la piattaforma Teammiup per favorire la collaborazione tra i professionisti (già utilizzata a supporto di Reinventing Cities e del progetto Fondo Giovani). In parallelo, l’impegno è proseguito nel consolidare il ruolo dell’Ordine come luogo terzo di discussione aperta e informata sui grandi temi della città e dell’area metropolitana attraverso incontri, convegni e pubblicazioni. Altri progetti ancora, oggi  in fase di incubazione, vedranno la luce presto. 

Obiettivi guida

Ci proponiamo prima di tutto di rifondare la natura metropolitana dell’Ordine milanese, in una collaborazione tra i territori caratterizzati dalle loro specificità e criticità. Attraverso un grande impegno per conoscere e capire i nostri iscritti, stiamo costruendo un’immagine quanto più precisa e solida possibile dei dodicimila architetti milanesi, del loro impegno e del loro lavoro, degli studi professionali e delle pratiche free-lance, della presenza nell’amministrazione e nelle istituzioni e dei modi sempre più ampi e diversificati in cui esercitano la professione: solo così potremo davvero metterci al servizio di questa categoria e sostenerne le potenzialità. Stiamo affrontando il rapporto tra professione e formazione attraverso i tirocini sostitutivi dell’esame di Stato e con un rapporto continuo e costruttivo con i grandi atenei. Stiamo sviluppando strumenti innovativi per supportare i professionisti nel rapporto con la Pubblica Amministrazione, soprattutto nelle nelle sempre più diffuse e sempre più gravose pratiche di asseverazione e autocertificazione.
Oggi, anche nella grave emergenza in corso,  gli architetti sono principalmente interpellati, in particolare dalla stampa generalista, per dare contributi futuristici e immaginifici, un portato di visione senz’altro importante ma che lascia inespressi i potenziali contributi che la nostra disciplina e la nostra professione possono e devono dare, mettendo in campo le loro competenze e la loro esperienza. L’architetto, con la sua matrice tecnica e umanistica, è essenziale per affrontare gli approcci interdisciplinari e interscalari richiesti dalla complessità delle radicali trasformazioni socio economiche e spaziali in corso, nella prospettiva di una sostenibilità ambientale e sociale come valore condiviso e irrinunciabile.

Nuove prospettive

Per difendere e accrescere questo ruolo, oggi più che mai è necessario riconoscerci e partecipare a un Ordine inclusivo, trasparente e al servizio degli iscritti e della società. Ci proponiamo dunque di proseguire con determinazione sulla strada già intrapresa in questi primi anni di consiliatura e dai precedenti Consigli per un Ordine aperto al dialogo con i propri iscritti e con la collettività. Nell’Ordine che stiamo cercando di costruire, non solo sono presenti e sempre più efficienti tutti i servizi utili agli iscritti, ma ognuno è parte attiva di un processo in cui l’istituzione ordinistica possa essere catalizzatore per la diffusione e lo scambio delle esperienze – tra colleghi, con la pubblica amministrazione e con la società. Solo così possiamo affrontare con decisione la fragilità della figura dell’architetto nell’immaginario e nella società, consolidando e rendendo evidenti le nostre competenze e l’importanza del nostro apporto, impegnandoci affinché il nostro ruolo sia percepito come necessario.